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Mani

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Gabbia

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Famiglia

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Stetoscopio

Il medico di base non può registrare conversazioni senza autorizzazione scritta del paziente. Neppure se la finalità è tutelarsi dalle cause.

Provvedimento del 10 luglio 2025 n. 388 doc. web n. 10165121 - Garante protezione dati personali

Pertanto, nei casi in cui il trattamento non sia strettamente necessario per finalità di cura e la base giuridica sia rappresentata dal consenso dell’interessato, tenuto conto della natura di tali dati, particolarmente sensibili sotto il profilo dei diritti e delle libertà fondamentali, tale consenso deve essere prestato attraverso un atto positivo con il quale l’interessato manifesta una volontà libera, specifica, informata e inequivocabile relativa al trattamento dei dati personali che lo riguardano (art. 9, par. 2, lett. a) del Regolamento e par. 4 delle Linee guida 5/2020 sul consenso ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679, adottate dal Comitato europeo per la protezione dei dati personali il 4 maggio 2020).

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Aggressione a persona invalida extracomunitaria: confermata la responsabilità cautelare del minore

19/02/2026 n. 6826 - Cassazione Pen. Sez. II

La Corte di cassazione ha esaminato il ricorso proposto contro l’ordinanza con cui il Tribunale per i Minorenni di Palermo aveva confermato la custodia cautelare in carcere nei confronti di un minorenne, indagato per rapina e lesioni personali aggravate ai danni di un cittadino extracomunitario invalido, aggredito in una stazione ferroviaria e colpito con estrema violenza fino alla perdita dell’unico dente e alla frattura delle ossa nasali.
La Corte ha ritenuto infondati e inammissibili i motivi relativi alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, alla qualificazione giuridica del fatto come rapina, all’utilizzabilità delle intercettazioni e alla configurabilità delle aggravanti, evidenziando come la decisione impugnata fosse sorretta da una motivazione dettagliata fondata sulle dichiarazioni attendibili della persona offesa, sui riconoscimenti fotografici e sugli ulteriori riscontri investigativi. È stata inoltre confermata la sussistenza delle esigenze cautelari legate al concreto e attuale pericolo di reiterazione, desunto dalla gravità del fatto e dalla personalità dell’indagato.

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Talidomide e responsabilità sanitaria. Donna con focomelia chiede il risarcimento per la commercializzazione del farmaco in gravidanza

11/02/2026, (ud. 12/11/2025- dep. 11/02/2026) n. 3012 - Cassazione civile sez. III

La vicenda riguarda una donna nata con focomelia agli arti superiori a causa dell’assunzione, da parte della madre in gravidanza, del farmaco contenente talidomide denominato “Imidene”. Con atto del 2016 ella ha convenuto in giudizio il Ministero della Salute davanti al Tribunale di Torino, chiedendo il risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c. per non aver impedito la commercializzazione del farmaco. Il Tribunale, con sentenza non definitiva del 2019, ha accertato la responsabilità del Ministero e quantificato il danno non patrimoniale, rinviando però la causa per verificare l’incidenza dell’indennizzo previsto dalla legge n. 244/2007; con sentenza definitiva del 2021 ha poi rigettato la domanda ritenendo che l’indennizzo compensasse integralmente il danno.
La Corte d’appello di Torino ha respinto l’impugnazione della danneggiata, ritenendo formato il giudicato interno sulla quantificazione del danno contenuta nella sentenza non definitiva, non impugnata immediatamente, e confermando la compensazione tra risarcimento e indennizzo.
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso.

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Danno da cattiva organizzazione sanitaria regionale. E' competente il giudice amministrativo (in merito alla gestione dell'infezione da Covid)

29/01/2026, n.1952 - Corte Cassazione Civile Sezioni Unite

La Sezioni Unite civili, pronunciandosi in sede di regolamento di giurisdizione, hanno stabilito che rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell’art. 133, comma 1, lett. c, del d.lgs. n. 104 del 2010, la controversia promossa dai familiari delle “vittime del covid” nei confronti della Presidenza del Consiglio, del Ministero della Salute e della Regione Lombardia, volta a ottenere il risarcimento dei danni non patrimoniali per la morte dei propri congiunti, fondandosi la causa petendi sull’inefficienza dello svolgimento dei compiti di amministrazione attiva nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale prima e durante la crisi pandemica da Covid-19 (e, dunque, su una condotta della P.A. connessa all’esercizio di poteri autoritativi), senza che assuma rilievo la dedotta violazione di diritti fondamentali, in mancanza di fonti normative che vincolino, nei contenuti, l’esercizio del suddetto potere.

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Responsabilità dell’azienda ospedaliera per malattia professionale del lavoratore ospedaliero: riconosciuta la concausa lavorativa del tumore gastrico terminale e perdita parentale

30/01/2026 - Corte D'Appello lavoro Catanzaro

I consulenti del collegio, contrariamente all’ausiliare tecnico del tribunale, hanno valutato congruo (in base alla latenza convenzionale minima per questo tipo di tumori, che non può essere inferiore a dieci/quindici anni) il tempo trascorso tra il concretizzarsi del rischio derivante dal contatto patogeno e la manifestazione clinica della malattia contratta dalla dante causa degli appellanti.
Sotto questo profilo, è dirimente la constatazione che lo stesso consulente di prime cure non aveva escluso il ruolo concausale, rispetto alla genesi della neoplasia gastrica, del contatto con la sostanza radioattiva, ma il tribunale lo ha ritenuto insufficiente, assumendo invece necessaria una “relazione di causalità diretta” che tuttavia, come fondatamente denunciano gli appellanti, non è invece richiesta ai fini del riconoscimento della causalità rilevante in ambito civilistico, nel quale opera il criterio dell’equivalenza delle cause

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Amministrazione di sostegno. Consenso informato sanitario e capacità di donare. Il fragile equilibrio delle capacità residue.

22/01/ 2026 n. 1396 - Cassazione civile Civ., Sez. I, ord.

la disponibilità quotidiana di una somma di denaro, pur rilevante, attiene alla gestione corrente delle necessità economiche del soggetto e presuppone un giudizio di adeguatezza riferito al fabbisogno e alla relativa capacità di spesa; la capacità di testare e di compiere liberalità donative, per contro, richiede un diverso e più elevato grado di consapevolezza, non solo in quanto potenzialmente relativa all’integrità e all’interezza dell’asse patrimoniale e alle sorti di questo oltre la propria morte, ma anche in quanto condizionata da elementi esistenziali e valoriali che concorrono ad integrare il carattere personalissimo dell’atto.
Alla diversa afflittività della misura sulla sfera giuridica del soggetto deve necessariamente corrispondere una valutazione autonoma fondata su un parametro qualitativo diverso: tale valutazione è stata del tutto pretermessa dal giudice del merito.

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Rapina e lesioni a personale sanitario, aggravante e qualificazione del reato

15/01/2026, n. 1651 - Cassazione Penale, Sez. 2

Il Tribunale aveva condannato A.A. per rapina e lesioni, escludendo un’aggravante specifica contro il personale sanitario e concedendo alcune attenuanti.
La Corte ha stabilito che l’aggravante contro il personale sanitario si applica perché la rapina è avvenuta mentre le vittime erano in servizio, quindi il Tribunale aveva sbagliato a escluderla. Ha anche ritenuto che le lesioni dovessero essere qualificate come reato speciale ai sensi dell’art. 583-quater c.p. Le altre contestazioni sulle attenuanti e sulla pena non hanno avuto successo.
La sentenza viene quindi annullata solo per l’esclusione dell’aggravante e per la qualificazione delle lesioni, con rinvio per un nuovo giudizio, mentre nel resto il ricorso è respinto.

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Danno precedente e causa sanitaria. Come si verifica e calcola il danno (sordità causata da infezione ospedaliera e farmaci antibiotici)

14/01/2026, (ud. 12/11/2025- dep. 14/01/2026) – n. 760 - Cassazione civile sez. III

Va affermato il seguente principio di diritto “In caso di danno alla salute a genesi multifattoriale, e dunque causato dal concorso del comportamento umano con la causalità naturale, va affermata la responsabilità dell’autore del comportamento in base al principio dell’equivalenza delle cause di cui all’art. 41, primo comma, cod. pen., fermo restando che, in applicazione del principio della causalità giuridica di cui all’art. 1223 cod. civ., il danno andrà imputato a quest’ultimo in proporzione al contributo causale e, in caso di impossibilità di determinazione della stessa, dovrà farsi ricorso al criterio della sua determinazione in via equitativa, facendo riferimento alle concrete circostanze del caso”.

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Ipoacusia da lavoro: la mancata prova del nesso causale

06/01/2026, n. 289 - Cassazione Civile, Sez. Lavoro

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore che chiedeva il riconoscimento dell’origine professionale dell’ipoacusia.
La Corte ha ritenuto non provato il nesso causale qualificato tra l’attività lavorativa e la patologia, in quanto l’ipoacusia è risultata a eziologia multifattoriale (rumore, presbiacusia, tabagismo, ipertensione).
Le consulenze tecniche non avevano indicato una probabilità causale elevata, e l’esposizione al rumore risultava inferiore agli 80 dB.
Non sono stati ravvisati né vizi di motivazione, né omesso esame di fatti decisivi, né violazioni sull’onere della prova.

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Infermieri e mansioni di OSS/OTA. No ai compensi aggiuntivi se le attività sono accessorie e giustificate da esigenze di servizio

02/01/2026, n. 87 - Cassazione Civile, Sez. Lav.

La Cassazione esamina il ricorso di alcuni infermieri che lamentavano un demansionamento per essere stati adibiti per anni anche a mansioni proprie di OSS/OTA e chiedevano sia il risarcimento del danno, sia differenze retributive. La Corte d’appello aveva escluso l’illiceità ritenendo tali mansioni accessorie, non prevalenti e giustificate da esigenze di servizio, e aveva negato anche il diritto a compensi aggiuntivi per carenza di specifiche allegazioni ex art. 36 Cost.

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